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God Bless America

ARTE & FINANZA/ Alessandro Secciani

America, America e solo America. È questa la sintesi dell’attuale momento dei mercati finanziari mondiali. Wall Street è oggi praticamente l’unica piazza che sta crescendo a perdifiato anche in questo 2018 tutt’altro che facile. L’S&P 500 nel mese di settembre ha battuto più volte i suoi massimi a un passo da quota 3.000 e a ottobre ha solo leggermente ritracciato; il Nasdaq composite, il listino dei titoli tecnologici, ha fatto altrettanto, mettendo a segno una serie di record alla fine dell’estate e una leggera discesa all’inizio dell’autunno.
A dare la spinta a questi due mercati è stato soprattutto l‘incremento degli utili: per l’S&P 500 il secondo trimestre si è chiuso con una crescita del 25% dei profitti, spinti soprattutto dal taglio alle tasse voluto dal presidente Trump.
Nello stesso periodo l’Europa, sulla quale quasi tutti gli investitori puntavano all’inizio dell’anno, sembra che si sia bloccata: la Brexit, che si sta rivelando molto più difficile del previsto e che rischia di provocare uno scontro frontale tra l’Unione e Londra, l’Italia che oggi viene vista dai mercati come un malato molto grave, la fine del quantitative easing da parte della Bce, l’accenno di guerra commerciale con gli Usa, l’aumento dei costi del petrolio e una conflittualità all’interno dell’Ue forse senza precedenti stanno affossando pesantemente tutto il continente. Non molto meglio gli emergenti, colpiti dalla guerra commerciale con gli Usa e alle prese con diversi problemi strutturali, specie nelle economie più deboli ed esposte, come il Brasile, l’Indonesia, le Filippine. l’Argentina, la Turchia e altri.
In pratica ormai l’unico posto dove si può investire con una certa sicurezza è gli Stati Uniti. Ma è vero? Questo decoupling tra Usa e resto del mondo proseguirà? È chiaro che finché permane un forte ottimismo al di là dell’Atlantico il mercato dell’arte, che ha in New York oggi la piazza più importante del pianeta, è destinato a crescere ancora, ma se pure Wall Street cominciasse a scendere, anche le aste più importanti subirebbero pesanti conseguenze.
Peccato, però, che oggi ben pochi abbiano un’idea chiara di che cosa succederà sul mercato americano. Per ora tutti cercano di stare dentro un listino che sta dando solo profitti, ma non mancano certo i segni di nervosismo: per fare un esempio, alla fine di luglio Facebook, uno dei titoli simbolo dell’It americano, ha perso il 23% in un solo giorno. A determinare questa caduta il fatto che i ricavi del secondo trimestre sono stati “solo” 13,23 miliardi di dollari contro attese da parte del mercato di 13,25. Inoltre nella prima settimana di ottobre l’S&P 500 e il Nasdaq hanno messo a segno perdite tra il 5% e il 6% in due giorni, con un lento parziale recupero successivo (dati al 19 ottobre).
Contemporaneamente gli Usa stanno vedendo un rialzo dei tassi continuo e attualmente il saggio di riferimento determinato dalla Federal Reserve è del 2,25%, con un quasi certo rialzo dello 0,25% entro la fine dell’anno e altri tre per il 2019. Significa che entro un anno il costo del denaro negli Usa sarà intorno al 3,25%, con il Treasury decennale che dovrebbe superare ampiamente il 4%. Già oggi questo titolo ha un rendimento quasi identico al Btp italiano e non è certo una buona referenza. Inoltre il taglio delle tasse voluto dall’amministrazione Trump avrà un costo stimato di circa 1.500 miliardi di dollari, una cifra che andrà a incidere pesantemente sui conti dello stato, già totalmente fuori controllo. Infine la guerra commerciale avviata, che finora ha fatto male soprattutto ai paesi emergenti, ma rischia di dare pesanti conseguenze anche agli States, se proseguirà.
In pratica il tutto ricorda un po’, come diceva Voltaire, quel signore che, cadendo dal decimo piano, arrivato al quarto diceva: «Per ora tutto bene».
In un sondaggio compiuto recentemente tra 23 tra i più importanti money manager di fondi multi-asset del mondo (in pratica gestori che operano con la massima libertà e senza vincoli di benchmark) la grande maggioranza ha risposto che sta alleggerendo le posizioni sul mercato azionario Usa, molti hanno detto che stanno ruotando i temi, ma nessuno ha affermato che sta uscendo. In parole povere tutti cauti, ma tutti ancora saldamente dentro il mercato, pronti a scappare ai primi segnali di serio allarme.
Probabilmente è il comportamento più saggio da adottare in questo momento anche nel mondo dell’arte: prendere il più a lungo possibile i vantaggi di una crescita ancora in corso, ma con la massima prudenza e attenti a non restare con il cerino acceso in mano.