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Gioacchino Murat. Moneta imperiale

di Daniele Ricci

Nella prossima asta di Monete & Medaglie, verrà messa all’incanto una delle grandi rarità della monetazione napoletana dell’Ottocento. Si tratta del 5 lire 1812 coniato a Napoli sotto Gioacchino Murat.
Dopo il fallimento della Rivoluzione del 1799, la città partenopea visse un’altra fase rivoluzionaria che sarà di rottura tra l’ancien regime e l’epoca moderna. In questo periodo cambia anche la denominazione del regno che diverrà (anche sulle legende delle monete) delle Due Sicilie.
Fin dal tempo dei Normanni i regni di Napoli e Sicilia anche se de facto uniti, a livello giuridico erano ben distinti. Basti pensare che Ferdinando era IV a Napoli ma III in Sicilia.

Gioacchino Murat, generale di cavalleria e poi maresciallo di Napoleone dalle grandi capacità militari, prese in sposa Maria Annunziata Carolina Bonaparte e successe a Giuseppe Napoleone nel 1808.
La monetazione murattiana viene suddivisa in due periodi: dal 1808 al 1810 si continuò a coniare con l’usuale sistema dei Ducati, Grana e Cavalli in modo da non scombinare le transazioni commerciali dei napoletani.
Dal 1810, però, Murat introdusse monete decimali oltre a quelle che già circolavano col vecchio sistema. Questo per permettere transazioni e scambi commerciali con altri paesi allineandosi alla monetazione dell’impero francese. Queste prime emissioni, rarissime, con valore espresso in franchi furono sostituite a partire dal 1812 con monete a base di lire e centesimi.
Fu stabilito che nel taglio fosse riportato il motto: “Dio protegge il Regno” e la testa del sovrano fosse rivolta a destra nelle monete d’argento, mentre in quelle d’oro e di rame a sinistra.

Il titolo dell’argento doveva essere di 900 millesimi.
Il nuovo sistema non incontrò il favore dei napoletani, abituati ad un diverso sistema di conteggio, pertanto sullo scorcio dell’esperienza murattiana, nel 1814 venne abolito il sistema decimale e ristabilito quello in vigore prima del 1810.
Questa rarissima moneta da 5 lire fu coniata in neppure 3000 esemplari.