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Francesco Xanto Avelli la sostanza del Rinascimento

La vendita d’Importanti Maioliche Rinascimentali Italiane del prossimo 19 novembre si presenta come una occasione importante per i collezionisti italiani e stranieri di accedere alla possibilità di acquisto di una serie di opere di notevole interesse non solo artistico ma anche storico-documentario.
Il catalogo ripartito tra produzioni meridionali, marchigiane e dei maggiori centri di produzione cinquecenteschi, come Urbino, Faenza, Venezia, Montelupo e Deruta, fornisce un panorama importante della miglior produzione ceramica del periodo aureo della storia dell’arte del nostro Paese.
Costituisce inoltre la continuazione ideale di un altro appuntamento importante per la maiolica rinascimentale già curato dalla nostra casa d’aste, la notissima vendita de L’Arte del Vasajo che nell’ottobre 2011 ha ottenuto un risultato complessivo di 1.247.466 euro.
Queste opere hanno richiesto una nuova lettura iconografica ed iconologica legata ai grandi e nuovi progressi negli studi che hanno aperto nuove prospettive attributive.

Rara e fulgida presenza nel catalogo di uno splendido piatto ‘istoriato’ con giuoco di cerbottana di sei putti che costituisce un raro saggio della fase giovanile di Francesco Xanto Avelli, quella anteriore alla sua presenza in Urbino, dopo il 1530, soggetto profano desunto dalle stampe di Marcantonio Raimondi. L’opera mostra caratteri stilistici tipicamente “xantiani” (tavolozza di colori accesi e brillanti, segno di contorno sicuro e vigoroso, scenica capacità di allestire lo spazio con architetture classiche), cui unisce il gusto per l’intreccio allegorico, che è aspetto umanistico tanto congeniale al maestro.
Francesco Xanto (Santo) Avelli da Rovigo, detto Santino (Rovigo, 1486 circa – Urbino, 1542 circa), è stato uno dei più importanti ceramisti del Rinascimento italiano. Colto umanista, fu poeta alla corte di Francesco Maria I della Rovere, duca di Urbino. Certamente la giovinezza la trascorse a Rovigo e iniziò in tenera età a cimentarsi nelle botteghe dei “bochaleri” veneti. Presto dovette rimanere sensibile al fascino che proveniva dai racconti dei maestri ceramici che transitavano a Ferrara, dove pare abbia trascorso qualche anno giovanile prima di passare per una breve esperienza faentina e, si presume anche dalla lettura dei sonetti dedicati a Francesco Maria della Rovere, finalmente raggiungere, qualche anno dopo il 1516, Urbino ricca di fermenti umanistici e resa celebre dal grande Raffaello. Nella sua opera di ceramista Xanto Avelli dimostra di possedere una vasta cultura pittorica, mediata anche dalle incisioni di Marcantonio Raimondi, Agostino Veneziano e Marco Dente, che avevano avuto il merito di far circolare le opere dei grandi contemporanei, in cui primeggiano le figure di Raffaello, Mantegna e Parmigianino, unitamente ai riferimenti scultorei di epoca classica, e umanistica riscontrabile nei precisi rimandi ai testi letterari di Ovidio, Virgilio, Livio, Pompeo Trogo, Petrarca e Ariosto.

firma

Francesco Xanto Avelli
Piatto “istoriato” con giuoco di putti, Urbino 1526-28
Stima € 150.000 – 180.000