10 Views |  Like

De Chirico: L’ESATTEZZA DELL’INESATTEZZA

Jean Cocteau, palando di De Chirico nel Mistero laico del 1928, diceva che era “pittore accurato, prende in prestito dal sogno l’esattezza dell’inesattezza, l’uso del vero per promuovere il falso”, sottolineando che la pittura metafisica nasce e si alimenta dell’ambiguità del mondo onirico, del continuo slittamento dello spazio, tra dimensione fisica e sedimentazione intangibile del ricordo, di cose, persone, della vita stessa che è solo il riflesso cognitivo di una fittizia percezione sensoriale. Dieci anni prima, nel 1918, lo stesso pictor optimus suggeriva che “Viviamo in un mondo fantasmico con il quale entriamo gradatamente in dimestichezza”.

A quasi cinquant’anni dalla personale del 1970 a Palazzo Reale a Milano, la straordinaria retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio e da Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e Barcor17 e aperta fino al 19 gennaio 2020 – attraverso un percorso espositivo fatto di confronti inediti e accostamenti irripetibili che svelano il fantasmico mondo di una delle più complesse figure artistiche del XX secolo – offre la chiave d’accesso a una pittura ermetica che affonda le sue radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, dà vita alla Metafisica che strega i surrealisti e conquista Andy Warhol e, infine, getta scompiglio con le sue irriverenti quanto ironiche rivisitazioni del Barocco.

Suddivisa in otto sale, con prestiti internazionali, nazionali e milanesi, la mostra vuole creare reazioni visive che rincorrono “Il demone in ogni cosa […] l’occhio di ogni cosa [perché] Siamo esploratori pronti per altre partenze”.