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Castelli d’Abruzzo La forma del mito

Nucleo centrale dell’asta di Ceramiche Europee è certamente l’importante insieme di maioliche uscite tra il XVII e XVIII secolo dalle fornaci di Castelli d’Abruzzo. Si tratta di una raccolta notevole sia per la quantità di opere offerte (quindici) sia per la loro qualità, riunito negli anni Sessanta del secolo scorso da un appassionato milanese, e che comprende tra gli altri un importante piatto raffigurante una scena allegorica con Mercurio e il Tempo firmato da Saverio Grue e databile alla prima metà del Settecento, ed una interessante maiolica coeva sempre di fornace castellana decorata con Fetonte inginocchiato davanti alla madre Climene, soggetto tratto dall’incisore anonimo indicato dagli studi come Anonimo da H. Goltzius. Secondo il mito, Fetonte, per dimostrare ad Epafo che Apollo era veramente suo padre, pregò quest’ultimo di lasciargli guidare il carro del Sole; ma, a causa della sua inesperienza, ne perse il controllo, i cavalli imbizzarriti percorsero all’impazzata la volta celeste: prima salendo troppo in alto e così bruciando quel tratto del cielo che divenne la Via Lattea: quindi scendendo troppo vicino alla Terra, devastando la Libia che fu trasformata in un deserto. Gli uomini chiesero così aiuto a Zeus che, adirato e deciso a salvare la Terra, scagliò un fulmine contro Fetonte, che precipitò alle foci del fiume Eridano.