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VINCENZO MIGLIARO
Napoli, 1858 - 1938
Veglione di carnevale
Firmato Migliaro in basso a sinistra
Olio su tavola cm 80,5X48
Veglione di carnevale
Firmato Migliaro in basso a sinistra
Olio su tavola cm 80,5X48
ESTIMATE € 3,000 - 5,000
Provenienza:
Roma, collezione privata
Vincenzo Migliaro fu un artista estremamente sensibile, dotato di una straordinaria versatilità e ingegno. Oltre alla pittura, eccelleva anche nella scultura, nella modellazione, nell'incisione all'acquaforte e nel disegno, dimostrando in ogni campo notevole abilità e una spiccata versatilità artistica. Tuttavia, è nella pittura che la sua genialità emerge in modo straordinario, soprattutto quando ritraeva le vie della vecchia Napoli, i mercati colmi di luce e di vita popolati da gente comune, o le oscure e solitarie strade con sfondi e luci pittoresche, in cui disponeva, con maestria, figure ben caratterizzate che spesso assumevano un ruolo drammatico nella narrazione. Nel 1877, partecipò al concorso nazionale indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione, al quale partecipavano tutte le Accademie di Belle Arti, classificandosi al secondo posto con un dipinto raffigurante una Testa di donna, oggi conservato nella Galleria dell'Accademia di Belle Arti a Napoli, in deposito alla Pinacoteca di Capodimonte. Questo riconoscimento gli permise di effettuare un breve viaggio a Parigi, dove studiò le opere esposte al Louvre e frequentò artisti come Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini e Vincenzo Gemito. Da qui ebbe inizio la sua carriera di cantore della vita napoletana, che lo rese celebre sia in Italia, dove partecipò alla Biennale di Venezia dal 1901 al 1928, sia all'estero, dove ottenne la medaglia d'argento a Barcellona nel 1911.
Bibliografia di riferimento:
AA.VV., Ottocento n. 36, Milano 2007, ad vocem
E. Savoia, S. Bosi, La Pittura napoletana dell'Ottocento tra innovazione e internazionalità, Treviso 2010, ad vocem
Roma, collezione privata
Vincenzo Migliaro fu un artista estremamente sensibile, dotato di una straordinaria versatilità e ingegno. Oltre alla pittura, eccelleva anche nella scultura, nella modellazione, nell'incisione all'acquaforte e nel disegno, dimostrando in ogni campo notevole abilità e una spiccata versatilità artistica. Tuttavia, è nella pittura che la sua genialità emerge in modo straordinario, soprattutto quando ritraeva le vie della vecchia Napoli, i mercati colmi di luce e di vita popolati da gente comune, o le oscure e solitarie strade con sfondi e luci pittoresche, in cui disponeva, con maestria, figure ben caratterizzate che spesso assumevano un ruolo drammatico nella narrazione. Nel 1877, partecipò al concorso nazionale indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione, al quale partecipavano tutte le Accademie di Belle Arti, classificandosi al secondo posto con un dipinto raffigurante una Testa di donna, oggi conservato nella Galleria dell'Accademia di Belle Arti a Napoli, in deposito alla Pinacoteca di Capodimonte. Questo riconoscimento gli permise di effettuare un breve viaggio a Parigi, dove studiò le opere esposte al Louvre e frequentò artisti come Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini e Vincenzo Gemito. Da qui ebbe inizio la sua carriera di cantore della vita napoletana, che lo rese celebre sia in Italia, dove partecipò alla Biennale di Venezia dal 1901 al 1928, sia all'estero, dove ottenne la medaglia d'argento a Barcellona nel 1911.
Bibliografia di riferimento:
AA.VV., Ottocento n. 36, Milano 2007, ad vocem
E. Savoia, S. Bosi, La Pittura napoletana dell'Ottocento tra innovazione e internazionalità, Treviso 2010, ad vocem
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