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MARCO CARDISCO detto MARCO CALABRESE
(Tiriolo, 1486 circa ; Napoli, 1542 circa)
Compianto
Tempera su tavola, cm 100X109
Compianto
Tempera su tavola, cm 100X109
ESTIMATE € 10,000 - 15,000
Marco Cardisco fu l'unico tra gli artisti di area meridionale a suscitare l'interesse di Giorgio Vasari, che gli dedicò una biografia sia nella edizione Torrentiniana, sia nella Giuntina. Il famoso pittore e storiografo ebbe modo di conoscerne l'operato durante il soggiorno napoletano avvenuto tra il 1544 e il 1545, quindi a pochi anni di distanza dalla morte e il giudizio espresso nelle Vite recita: 'ingegno buono', sbocciato per miracolo 'in un paese dove non nascano uomini di simile professione' (Vasari 1550, IV, 1976, p. 256 e Vasari 1568, IV, 1976, p. 526). Indubbiamente, gli elogi del fiorentino si spiegano grazie alle intonazioni che il Cardisco apprende da Polidoro da Caravaggio, ma anche per alcune delicatezze lombarde, desunte da Cesare da Sesto, e romane grazie ad un viaggio di studio del 1522-1523 dove potè confrontarsi con il michelangiolismo della Sistina e le dolcezze di Raffaello. Tuttavia, osservandone lo stile, si percepiscono visioni di maggior ampiezza, come quelle iberiche di Alonso Berreguete e Pedro Machuca, offrendo una fisionomia culturale eterogenea e di carattere mediterraneo. Non è un caso che la tavola in esame fu riferita da Marco Fagioli a quest'ultimo autore con la possibilità di una attribuzione al Cardisco stesso. Si deve però a Pierluigi Leone de Castris il riconoscimento al Calabrese, puntualizzando una serie di precisi confronti con le rare opere del pittore, come la pala d'altare della chiesa napoletana di Sant'Agostino alla Zecca ; dal Vasari giudicata un capolavoro ; e la pala raffigurante 'Il Trionfo di Sant'Agostino o La Madonna delle Grazie' della Cattedrale di Massalubrense. Queste comparazioni dimostrano non solo la piena autografia della tavola in oggetto, ma anche la sua collocazione cronologica all'ultimo decennio di attività, quando lo stile si modula su un più morbido linguaggio di gusto romano, pur non smarrendo il proprio tono forte e passionale. A questo proposito si osservino i brani espressivi di questo Compianto, in modo particolare la testa della Maddalena piangente, per verificarne l'altissima intensità pittorica, non dissimile dalla 'Lamentazione' dipinta da Polidoro a Messina per il vescovo La Lignamine attorno al 1540. Infine, è necessario evidenziare che l'opera era verosimilmente partecipe di una struttura di maggiori dimensioni e complessità strutturale ed è possibile immaginarla a coronare un polittico in qualità di cimasa.
Bibliografia di riferimento:
P. Leone de Castris, 'Pittura del Cinquecento a Napoli. 1510-1540. Forastieri e regnicoli', Napoli 1988, pp. 234,247, nota 14
P. Machuca, in 'Quaderni di Capodimonte', a cura di P. Leone de Castris, Napoli 1992, pp. 21,24, 33-37
P. Leone de Castris, 'Polidoro da Caravaggio. L'opera completa', Napoli 2001, pp. 287, 302, nota 3
R. Naldi, 'Marco Cardisco, Giorgio Vasari, pittura, umanesimo religioso, immagini di culto', Napoli 2009, ad vocem
S. Costanzo, 'La continuità del polidorismo locale: Marco Cardisco e Pietro Negroni', in 'Apporti alla pittura napoletana del Cinquecento. Le tavole sacre di Marcianise', Napoli 2014, pp. 75-100
Bibliografia di riferimento:
P. Leone de Castris, 'Pittura del Cinquecento a Napoli. 1510-1540. Forastieri e regnicoli', Napoli 1988, pp. 234,247, nota 14
P. Machuca, in 'Quaderni di Capodimonte', a cura di P. Leone de Castris, Napoli 1992, pp. 21,24, 33-37
P. Leone de Castris, 'Polidoro da Caravaggio. L'opera completa', Napoli 2001, pp. 287, 302, nota 3
R. Naldi, 'Marco Cardisco, Giorgio Vasari, pittura, umanesimo religioso, immagini di culto', Napoli 2009, ad vocem
S. Costanzo, 'La continuità del polidorismo locale: Marco Cardisco e Pietro Negroni', in 'Apporti alla pittura napoletana del Cinquecento. Le tavole sacre di Marcianise', Napoli 2014, pp. 75-100
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