Le aste di Wannenes in calendario per il 14-15 e 16 maggio sono iniziate con le tornate di vendita dedicate agli “Argenti, Avori, Icone e Oggetti d’Arte Russa”, che hanno totalizzato 846.768 euro, con una percentuale di venduto per lotto del 73% e per valore del 100%.

Tra i risultati più interessanti spicca quello di un set di dodici piatti in argento del 1815, realizzati a Londra da Paul Storr, esitati a 20.480 euro (lotto 249); due icone raffiguranti rispettivamente la Vergine col Bambino e il Cristo, di Carl Fabergé ed eseguite a San Pietroburgo tra il 1908 e il 1917, sono state battute fino a 18.750 euro (lotto 573), una pantera di Buccellati, di oltre due chilogrammi e mezzo di peso, è stata aggiudicata a 16.250 euro (lotto 65).

Set di dodici piatti in argento del 1815, realizzati a Londra da Paul Storr, aggiudicati a 20.480 euro (lotto 249)

Tra gli avori illustrati in catalogo è da segnalare una figura di Cristo del XX secolo, battuta a 9.375 euro (lotto 382), mentre, tra gli oggetti d’arte russa, un kovsh in vetro e argento (Mosca, databile tra il 1908 e 1917) è stato aggiudicato a 11.250 euro (lotto 431) mentre un secondo esemplare, in argento e smalti ed eseguito sempre nella capitale russa nel 1895, ha raggiunto i 10.000 euro (lotto 430). Tra le altre icone offerte in vendita ricordiamo un esemplare con la Nascita della Vergine con riza d’argento eseguita a Kazan nel 1843, aggiudicato a 11.250 euro (lotto 559), ed una icona con la figura del Mandilion, del XIX secolo, battuta a 9.375 euro (lotto 468).

Kovsh in vetro e argento (Mosca, databile tra il 1908 e 1917) aggiudicato a 11.250 euro (lotto 431)

Particolarmente soddisfacente è stato poi l’esito della vendita delle opere provenienti dalla collezione del notaio Clemente Ferrari di Genova, esempio di un caratteristico e felice stile collezionistico: svoltasi sempre nelle sale genovesi il 15 maggio, ha totalizzato 1.061.375 euro, con una percentuale di venduto per lotto del 89.6% e per valore del 273%.

La bella e selettiva raccolta di otto dipinti fiamminghi ha totalizzato 607.582 euro: top price un Paesaggio con villaggio rurale e castello di Jan Brueghel il Giovane (Anversa 1601 – 1678) esitato a 200.000 euro (lotto 605), seguito da un Paesaggio con castello di Anton Mirou (Anversa 1570 circa – dopo 1661) battuto a 137.500 (lotto 602), e da un Paesaggio con villaggio rurale, figure e cavalieri, realizzato da un pittore attivo ad Anversa nel XVII secolo ed aggiudicato a 82.500 euro (lotto 608).

Paesaggio con villaggio rurale e castello di Jan Brueghel il Giovane (Anversa 1601 – 1678) esitato a 200.000 euro (lotto 605)

Di grande qualità la selezione di arredi genovesi, grande passione di Clemente Ferrari: una coppia di grandi torcieri del XVIII secolo in legno scolpito, laccato e dorato è stata battuta a 56.250 euro (lotto 642), mentre sei sedie in legno di noce del XVIII secolo hanno raggiunto i 32.500 euro (lotto 629).

Coppia di grandi torcieri del XVIII secolo in legno scolpito, laccato e dorato battuta a 56.250 euro (lotto 642)

Nel catalogo della vendita di “Arredi, Sculture e Oggetti d’Arte e Ceramiche” del 15 e16 maggio, che ha raggiunto un totale di 682.641 euro, con una percentuale di venduto per lotto del 71.5% e per valore dell’81.1%, il marmo è stato il grande protagonista, a partire dal bel Busto maschile firmato da Gaetano Monti (Ravenna 1776 – Milano 1847) e battuto a 25.000 euro (lotto 696), e da Due sculture in porfido e breccia medicea raffiguranti due busti all’antica, probabilmente Vitellio e Giulio Cesare, passati di mano a 22.500 euro (lotto 711). Tra agli arredi un cassettone romano del XVIII secolo impiallacciato in legni vari è stato aggiudicato a 22.500 euro (lotto 804), mentre un cassettone impiallacciato in bois de rose e bois de violette, realizzato in Francia nel XVIII secolo da Antonie Criaerd, è stato esitato a 18.750 euro (lotto 839).

Tra le ceramiche, si segnala un tondo in terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia con l’immagine della Madonna col Bambino entro una ghirlanda venduto a 13.750 euro (lotto 1137), ed un gruppo in terraglia crema del 1801 – 1816 circa raffigurante il Supplizio di Dirce (il cosiddetto Toro Farnese): probabilmente uscito dalle fornaci della manifattura palermitana di Malvica, è stato battuto fino a 4.375 euro (lotto 1177).

Tondo in terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia con l’immagine della Madonna col Bambino venduto a 13.750 euro (lotto 1137)

Infine la vendita di “Monete e Medaglie” dello stesso 16 maggio ha avuto un esito assai soddisfacente, con una moneta da 50 centesimi con stemma del 1861 in argento del Regno d’Italia Vittorio Emanuele II top price del catalogo con una aggiudicazione di 16.800 euro (lotto 1431), seguita da una moneta d’oro da 100 lire del 1891 Regno d’Italia Umberto I, esitata a 13.475 euro (lotto 1462) e da un’esemplare dello stesso valore ed effigiato del 1883 battuto a 10.200 euro (1460). Per le medaglie un esemplare in argento del Granducato di Toscana, Leopoldo II, consiglio generale del 1848, è passato di mano a 5.760 euro (lotto 1678), mentre un primo conio della medaglia dei Mille del 1860 del Municipio di Palermo è stata aggiudicata a 3.120 euro (lotto 1709).

Moneta da 50 centesimi con stemma del 1861 in argento del Regno d’Italia Vittorio Emanuele aggiudicata a 16.800 euro (lotto 1431)