• ALZATA IN MAIOLICA BIANCA E BLU, MANIFATTURA GUIDOBONO, SAVONA, CIRCA 1670-1680
  • ALZATA IN MAIOLICA BIANCA E BLU, MANIFATTURA GUIDOBONO, SAVONA, CIRCA 1670-1680
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ALZATA IN MAIOLICA BIANCA E BLU, MANIFATTURA GUIDOBONO, SAVONA, CIRCA 1670-1680
decorata con l'episodio del Giudizio di Salomone; pochi difetti, usure e mancanze allo smalto soprattutto al piede
Marca di fornace, etichetta di galleria antiquaria e cartiglio con immagine di riferimento
Alt. cm 4,5, diam. cm 34,5
Stima € 1.800 - 2.200
Il pezzo è caratterizzato dalla marca Fortezza, attribuita alla bottega dei Guidobono di Savona, che cessò la sua attività nel 1683 e che si avvalse anche dell'intervento diretto, in qualità di pittore, del noto Bartolomeo Guidobono, figlio di Gio. Antonio. Anche se questa alzata (o sottocoppa, per usare il termine tradizionale) non può essere riaccostata al corpus di ceramiche finora attribuite a questo maestro, la sua decorazione rivela la mano di un pittore di altissimo livello. La scena raffigurata, il Giudizio di Salomone, probabilmente ispirata ad un modello costituito da una incisione fiamminga, è dipinta con una notevole sensibilità pittorica. I protagonisti dell'episodio biblico, le due contendenti con il bambino, il soldato e il re, sono tratteggiati con linee sottili e guizzanti, e spiccano nell'ambiente monumentale, reso con grande perizia disegnativa. L'uso sapiente delle pennellate di colore blu di diverso spessore, alternate a zone di un bianco latteo, creano potenti effetti chiaroscurali. L'oggetto può essere accostato ad alcune altre maioliche di forma e dimensioni simili, con la stessa marca, appartenenti a collezioni pubbliche e private e raffiguranti episodi biblici in monocromia o policrome, come quella con Giuseppe e la moglie di Putifarre, conservata a Genova presso i Musei di Strada Nuova (inv. M.V. 1707). Si notano alcune affinità nella tecnica pittorica, anche se questa alzata rappresenta un unicum dal punto di vista della trattazione del soggetto. Infatti, se le scene rappresentate sulle altre maioliche dello stesso tipo si ispirano a ben noti modelli raffaelleschi, in particolare la decorazione delle Logge Vaticane (di cui riprendono lo schema compositivo rinascimentale), in questo caso il pittore si è servito di una fonte diversa, che ha interpretato creando un'opera dominata da un impianto architettonico monumentale, più in sintonia con il gusto seicentesco.
Per una disamina accurata dell'attività dei Guidobono, si veda anche in Chilosi, 2011, pag 111 passim.