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CASSETTONE IMPIALLACCIATO IN LEGNO VIOLETTO, ROMA, XVIII SECOLO
impianto sagomato con fianchi concavi e fronte bombato a due cassetti, interamente ornato a decoro geometrico in legni contrapposti, grembiale mistilineo, gambe mosse, montature in bronzo dorato; usure, alcune rotture, mancanze, sostituzioni nell'impiallacciatura, restauri
Alt. cm 85, larg. cm 133, prof. cm 60,5
Stima € 20.000 - 30.000
La sagoma di questo arredo, decisa e giocata sull'elegante bombatura che termina sottopiatto con la gola ristretta, si ritrova in un buon numero di mobili, già noti agli studi e attributi a maestranze romane della seconda metà del XVIII secolo. Simili, ma declinati in diverse varianti cromatiche e decorative per il corpo ed i piani: molti infatti quelli in preziosi marmi antichi, ma molti, come il nostro, impiallacciati in legni pregiati.
Tra i confronti possibili, andranno ricordati il piccolo cassettone in ebano viola e piano in marmo, oggi in collezione privata (G. Lizzani, 'Il mobile romano', Milano 1997, pag. 114, tav. 193), una coppia di commode conservate al Quirinale e parte di un finimento comprendente anche due comodini (impiallacciati però in satinwood con intarsi in legno scuro: A. González-Palacios, 'I mobili italiani. Il patrimonio artistico del Quirinale', Milano 1996, pagg. 78-79, tav. 23) e ancora il cosiddetto 'comò Ludovisi-Boncompagni', di medesimo impianto e arricchito da superbe montature in bronzo dorato, con protomi di draghi riferimento araldico alla famiglia (A. González-Palacios, 'Fasto romano', catalogo della mostra a cura di, Roma 1991, pagg. 174-175-176, n. 116, tav. LXII e 'Arredi e ornamenti alla corte di Roma. 1560-1795', Milano 2004, pagg. 208-209).
Molti di questi lavori sono con buona probabilità, come detto, opera di artigiani (anche del nord Europa) attivi nell'Urbe intorno al terzo quarto del Settecento: e si pensi agli originali e fantasiosi modelli elaborati da quel Giovanni Ermans, forse di origini tedesche e definito in una nota d'inventario ripresa dal Palacios, 'virtuoso Ebbanista', ('Fasto Romano', pagg. 179-180), a cui tra il 1765 e 1766 si dovevano, tra gli altri arredi, una coppia di comodini con inginocchiatoio e alzata destinati alla villa sulla Salaria del cardinale Flavio Chigi (A. González-Palacios, op. citata, pag. 179 e segg.)

Bibliografia di riferimento:

E. Colle, 'Il mobile rococò in Italia', Milano 2003, pag. 22, tav. 124