1350
JAN DE MOMPER
(Antwerp, 1614 - Roma, 1688)
Paesaggio costiero con torre
Olio su tela, cm 75X105
Stima € 3.000 - 5.000


Provenienza:
Roma, Galleria Sestieri

Bibliografia:

L. Salerno, 'Per il catalogo di Giovanni Momper', in 'Palatino', XII, 1968, n.1 pp. 22-26, fig.4

Si devono a Roberto Longhi i primi studi dedicati a Jan de Momper, che dapprima chiamò l'artista con il suggestivo appellativo di Monsù X, in attesa di scoprirne la firma sul 'Paesaggio con il miracolo di Sant'Agostino' conservato a Palazzo Chigi di Ariccia. Longhi aveva raccolto diverse opere del pittore, il cui stile presenta una sorprendente libertà di stesura, caratterizzata da tocchi rapidi e un singolare gusto del 'non finito'. La prima notizia documentaria che attesta la presenza di Momper a Roma risale al 1657, quando è registrato nei libri dei conti della famiglia Pamphilj per aver realizzato nove piccoli paesaggi. In seguito lo troviamo attivo per il Cardinale Flavio Chigi (1662-1668), per il quale dipinge una serie di paesaggi destinati sia alla sua residenza romana sia a quella di Ariccia. Come ben si evince nella tela in esame, lo stile trova ispirazione nelle opere di Salvator Rosa e il retaggio olandese alla Rembrandt, gli fa prediligere 'pennellate virgolate e nervose, scarabocchiate fino al parossismo' (L. Salerno, cit., p. 660), tanto da preannunciare esiti rocaille. Non a caso molte sue creazioni furono confuse con quelle di Alessandro Magnasco e Goya (I. Harrower, 'A landscape by Goya', 'Apollo' 1951, pp. 78). Nel nostro caso, rimarchevoli e sostanzialmente inusuali sono le dimensioni, mentre il tema paesistico e il sentito pittoricismo trovano analogie con la tela di collezione Pamphilj, con la 'Marina' di collezione privata pubblicata da Francesca Cappelletti e con la 'Marina' custodita al Museo del Prado. Questi indizi fanno prudenzialmente supporre una data di esecuzione al settimo e ottavo decennio, per una maggiore complessità scenica del panorama e una pur lieve inflessione classicista, dettata da una tavolozza più chiara e tenue. L'esito è una affascinante veduta ideale di costa mediterranea, che tradisce suggestioni tratte dagli esempi di Claude Lorrain e Salvator Rosa ma che preannuncia gusti squisitamente settecenteschi che ritroveremo a esempio in Hubert Robert e in altri autori forestieri attivi nella nostra penisola. Detto ciò, è indubbio che il talento espressionistico di Momper lo rese un caso unico, e forse isolato, nel panorama artistico della Roma barocca, apprezzato da pochi e assai colti collezionisti, 'come avviene per tutti gli ingegni colpevoli di stravaganza' (Salerno 1968, p. 25).

Bibliografia di riferimento:

A. Bertolotti, 'Artisti belgi ed olandese a Roma nei secoli XVI e XVII', Firenze-Roma, 1880-1885, p. 113

R. Longhi, 'Monsu X, un olandese in barocco', in 'Paragone', 1954, p. 39-47

R. Longhi, 'Chi era Monsu X P', in 'Paragone', 1959, p. 65-66

L. Salerno, 'Pittori di paesaggio del Seicento a Roma', Roma 1977-1978, II, pp. 660-665

F. Cappelletti, 'Jan de Momper', in 'La pittura di paesaggio in Italia. Il Seicento', a cura di Ludovica Trezzani, Milano 2004, pp.307-309

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19