La stagione 2018 delle aste Wannenes inizia tra qualche settimana con la vendita di Arredi, Ceramiche, Sculture e Oggetti d’Arte il 20 e 21 marzo, che precede quella dedicata ai Dipinti Antichi e del XIX secolo.

Ecco di seguito una selezione di highlights selezionati dai nostri esperti.

Gli Arredi presentano un intenso Cristo crocifisso in bronzo della bottega di Massimiliano Soldani Benzi stimato 8.000 – 10.000 euro, una specchiera lucchese del XVIII secolo in legno intagliato e dorato quotata 3.000 – 5.000 euro, e un Busto di Antinoo in marmo bianco del XIX secolo valutato 10.000 – 12.000 euro.

Per quanto riguarda gli le Ceramiche è sicuramente da segnalare una importante caffettiera lodigiana di Giorgio Giacinto Rossetti con decoro “alla Berain”, databile al 1728 – 1736 con una stima di 2.600 – 2.800 euro. Un gusto decorativo che caratterizzò la ceramica francese (come a Moustiers) diventandone il migliore decoratore italiano, a Lodi, prima, ed a Torino dopo il 1736. Nella caffettiera il motivo è fortemente valorizzato dalla straordinaria finezza dell’arte del disegno di Giorgio Giacinto nel fitto gioco grafico nelle fasce verticali e, soprattutto, dalle tre vivaci figure umane “d’invenzione”, che animano festosamente i piani dai ricchi pendoni tessili, rendendolo un esemplare capolavoro.

 

Nel catalogo dei Dipinti Antichi e del XIX secolo emerge nella sua potente forza plastica ed espressiva la Giuditta e Oloferne di Giuseppe Vermiglio – stimato 15.000 – 25.000 euro – un dipinto che presenta inequivocabili sensibilità caravaggesche e una eccellente qualità pittorica, che dimostrano che l’artista nato ad Alessandria nel 1587 ma formatosi a Roma dove giunse giovanissimo nel 1604 (dove rimase fino al 1619) aderisce al caravaggismo riformato che contraddistingue la prima metà del secolo, senza dimenticare le delicate suggestioni del cinquecento lombardo e i suoi eleganti pittori della realtà, con una condivisione al naturalismo romano di Artemisia Gentileschi e Simon Vouet.

 

Infine, per i dipinti del XIX secolo emerge per struggente lirismo la Piccola filatrice di Niccolò Cannicci, datata 1895, tela esposta nello stesso anno negli Stati Uniti alla “Cotton States and International Exposition” di Atlanta, stimata 28.000 – 32.000 euro, dove l’artista con tocco delicato e sensibile rende ancora più intima ed introspettiva la lezione macchiaiola di Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.