Molto soddisfacenti i risultati delle vendite di aste di arredi, ceramiche, sculture e oggetti d’arte provenienti dalle “Collezioni di una Gentildonna del Principato di Monaco” (3 – 4 marzo) e di dipinti Antichi e del XIX secolo (5 marzo), che hanno raggiunto un totale di 3.438.003 euro con una percentuale di venduto per lotto dell’81.1% e per valore del 466.4%
Eccellente quello degli arredi provenienti dalle “Collezioni di una Gentildonna del Principato di Monaco” che hanno totalizzato 2.203.782 euro con una percentuale di venduto per lotto del 78.9% e per valore del 630,7%
Spicca nel suo struggente plasticismo la placca in avorio cesellata da Christoph Daniel Schenck (Costanza, 1633 – 1691) raffigurate la “Pietà”, esitata a 350.100 euro (lotto 197) – la serie di ventiquattro lotti dedicati all’avorio hanno totalizzato 464.830 euro – seguita da una coppia di tavoli da gioco modenesi del XVIII secolo impiallacciati in legno e radica di noce aggiudicati a 75.100 euro (lotto 86), e da una interessante serie di pannelli in scagliola del XVIII secolo tratte da alcune tavole di Giuseppe Vasi (Palermo, 1710 – Roma, 1782), noto incisore, architetto e vedutista, battute a 62.600 euro (lotto 35). I primi 67 lotti del catalogo, che presentavano un’importante collezione di placche in marmo e scagliala hanno realizzato il 100% del venduto con un totale di 469.760 euro: una bella serie di dodici placche in scagliola policroma raffiguranti i “Cesari”, inscritte e datate 1789 (lotto 43) sono stati aggiudicati a 47.600 euro.
Una coppia di cassettoni bombati modenesi del XVIII secolo impiallacciati in legno di noce sono stati venduti a 43.850 euro (lotto 76), mentre un tavolo da centro veneziano sempre settecentesco, in legno e radica di noce, con piano mistilineo e decoro geometrico tridimensionale, è stato aggiudicato a 43.850 euro (lotto 129). Ottimo esito anche per un’aquila in argento dorato, smalti, pietre dure e cristallo di rocca, realizzata a Vienna alla fine del XIX secolo (lotto 215) e battuta a 40.100 euro, e per un crocefisso da altare in rame dorato, corallo e smalti, realizzato superbamente da maestranze trapanesi nella metà del XVII secolo esitata a 35.100 euro (lotto 216 bis).
Ancora da segnalare una coppia di tavoli modenesi del XVIII secolo, in legno di noce e legni vari con piano mistilineo con cartouche, volute e tralci naturalistici, esitata a 27.600 euro (lotto 86), mentre un’alzata liturgica in rame dorato e corallo di forma ottagonale – sempre realizzata da maestranze trapanesi del Settecento come il crocifisso sopracitato – è stata battuta a 22.600 euro (lotto 216): scatola settecentesca napoletana, impiallacciata in legno di ebano intarsiata a“partiè e contre- partiè”, infine, è passata di mano per 20.100 euro (lotto 208).
Tra i risultati delle ceramiche e dei vetri, ricordiamo un gruppo in biscuit della manifattura napoletana del 1790 circa raffigurante il “Giudizio di Paride”, da un modello di Filippo Tagliolini ed aggiudicato a 7.600 euro (lotto 596), una coppia di grandi centrotavola della manifattura di Meissen, in porcellana policroma dalla forma di cesti fioriti e traforati sorretti da fusti di palma e figure in abito settecentesco, esitati a 4.475 euro (lotto 598), e un vaso in vetro policromo a balaustro e doppio strato modello “Le Felci” della manifattura Gallé del 1910, battuto a 3.600 euro (lotto 613).
La giornata del 5 marzo è stata dedicata alla vendita dei “Dipinti Antichi e del XIX secolo” che insieme hanno raggiunto 1.239.221 euro, con una percentuale di venduto per lotto dell’85% e per valore del 319.6%
Per i dipinti antichi il realizzo è stato di 1.148.829 euro, con una percentuale di venduto per lotto dell’88.7% e per valore del 338.6%: top lot della vendita è stata una intensa “Crocefissione con San Domenico e un devoto di Orazio di Jacopo (Bologna 1385 – 1449), una tempera su tavola firmata e datata 1442, aggiudicata a 162.600 euro (lotto 969), seguita da una “Natura morta” di Giovanni Battista Recco, opera dove si coglie una regia luministica vicina al giovane Velasquez ed alle bodegones di Alejandro de Loarte e Juan Sánchez Cotán (lotto 768), aggiudicata a 112.600 euro, e da un’elegante tela raffigurante “Apollo e Marsia” di un pittore olandese del XVII-XVIII secolo che, pur recando una antica attribuzione a Dirck Jaspersz van Baburen (Wijk bij Duursterde 1595 – Utrecht 1624), evoca le opere di Matthias Stomer (lotto 910), battuta a 62.600 euro.
Una “Annunciazione e Crocefissione” di pittore fiorentino del XVI secolo vicino ai modi Pier Francesco di Jacopo Foschi (Firenze 1502 – 1567) ed ispirata alla composizione di Andrea del Sarto oggi alla Galleria Palatina di Firenze (lotto 949) è stata poi esitata a 32.600 euro, mentre un monocromo su rame con“San Francesco di Paola”, già attribuito a Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640) (lotto 766), ha raggiunto i 31.300 euro, mentre una copia della Gioconda di Leonardo da Vinci a 23.850 euro (lotto 868).
Di notevole interesse, una rara tela del giovanile periodo italiano di Pedro Núñez del Valle (Madrid 1590 – 1654/57) con “Giobbe visitato da Elifaz, Baldad e Sofar” è stata aggiudicata a 17.600 euro (lotto 869).
Tra i risultati della pittura dell’Ottocento ricordiamo il sorridente ed intimo “Volto di donna” (lotto 1083) di Aleardo Terzi (Palermo 1870 – Castelletto Ticino 1943), pittore, illustratore e cartellonista – considerato una dei maestri del manifesto italiano – che ha rappresenta la migliore aggiudicazione di questa sezione con 8.850 euro. Una quieta “Veduta di Palermo dal mare” vicina alla maniera di Gian Gianni, attivo a Napoli tra il 1865 e 1885 e uno dei capostipiti della pittura di paesaggio e di marina dell’Ottocento (lotto 1065), è stata venduta a 8.250 euro; infine una vivace coppia di paesaggi en plein air di Antonio Pitloo (Arnhem 1790 – Napoli 1837) (lotto 1038), hanno ottenuto 5.100 euro.