Il Bello che diventa Mito
Milano, Fabbrica del Volo, Novembre 2011
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IL BELLO CHE DIVENTA MITO
MILANO, FABBRICA DEL VOLO, NOVEMBRE 2011

Il Bello che fa bene

Molto più di un “evento”, è un modo di pensare: un’iniziativa che coinvolge tutti i protagonisti del “bello” che scelgono di fare del bene.
E’ il punto d’incontro tra i grandi marchi del lusso, che donano ad Ai.Bi. oggetti di grande pregio, e i consumatori che prediligono l’acquisto etico: il bello fa bene se aiuta a salvare un bambino abbandonato.

Il Bello che diventa Mito
Il Bello che Fa bene compie 10 anni. In occasione del suo “compleanno”, il Bello diventa Mito.
Leitmotiv sarà l’indissolubile legame tra le aziende che hanno fatto “la storia” e i personaggi più amati dal grande pubblico.
Opere d’arte che celebrano i personaggi mitici del passato e del presente – realizzate dall’artista Alessandro Gedda – e oggetti unici legati ai ‘miti’ saranno battuti all’asta da Wannenes durante la cena di gala.
Ma i “veri miti” saranno tutti colore che decideranno di partecipare al Bello che fa Bene e faranno di una occasione mondana una giornata dedicata alla solidarietà e alla lotta contro l’emergenza abbandono.
Un’emergenza invisibile, poiché non si vede né si tocca, all’apparenza innocua perché di abbandono non si muore fuori, ma dentro.
“Quest’edizione de Il Bello che fa Bene conclude un 2011 che è stato, come ogni anno, trascorso a fianco dei bambini abbandonati. E’ stato un anno impegnativo: i numeri parlano chiaro, l’abbandono è il male del ventunesimo secolo, una vera forma di schiavitù moderna, che priva milioni di bambini della libertà di essere figli. Ogni anno i minori abbandonati crescono in modo esponenziale. Secondo le stime diffuse da UNICEF, nel 2004 vi erano circa 145 milioni di bambini abbandonati. Nel 2010 la cifra è salita a 168 milioni. Ciò significa che, in media, ogni anno ci sono quattro milioni di minori abbandonati in più.
Grazie a tutti coloro che lottano ogni giorno al fianco di Ai.Bi., anche quest’anno centinaia di bambini hanno trovato l’amore di una mamma e di un papà, riscoprendo ciò che nella vita di un bambino rappresenta l’insostituibile: la carezza della famiglia”.
Il Presidente di Amici dei Bambini
Marco Griffini

Chi è Ai.Bi.
Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini è un’organizzazione non governativa costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie con l’obiettivo di promuovere e realizzare il diritto di ogni minore ad essere figlio.
Dal 1986 Ai.Bi. lavora ogni giorno al fianco dei bambini di tutto il mondo per combattere l’emergenza abbandono e tentare di dare a ogni bambino una famiglia, intervenendo laddove l’abbandono si manifesta: negli orfanotrofi, nei centri di assistenza, nelle strade, nelle famiglie.
Ai.Bi. opera in Italia con una sede nazionale e 9 sedi regionali, e nel mondo è presente in 25 Paesi, con sedi operative in Europa dell’Est, Americhe, Africa e Asia.
A pochi anni dalla sua fondazione, Amici dei Bambini è diventata Ente Morale riconosciuto con decreto del Ministro dell’Interno (1991), Ente Autorizzato all’Adozione Internazionale (1992) e Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero Affari Esteri (1993).
Amici dei Bambini dal 2000 sottopone a certificazione volontaria da parte della società di revisione Reconta Ernst & Young il suo bilancio economico.
È stata la prima ONG italiana ad ottenere, nel 2001, la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001 per progetti di Cooperazione Internazionale e di sostegno a distanza. La certificazione è stata rinnovata negli anni successivi (a partire dal 2004 come UNI EN ISO 9001: 2000).
Nel 2005 ottiene l’accreditamento presso il DPI (Dipartimento di Pubblica Informazione) – Nazioni Unite e poco dopo viene riconosciuta come Organizzazione con Status Consultivo presso il Dip. Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite – ONU (2009)
Nel 2005 ha vinto l’Oscar di Bilancio Non Profit e il Premio speciale alla trasparenza e alla ricchezza dell’informazione.
Dal 2007 aderisce all’Istituto Italiano della Donazione, ente garante della trasparenza ed efficacia nell’utilizzo dei fondi raccolti.
Nel 2010 ha sottoscritto le “Linee Guida per il Sostegno a Distanza di minori e giovani” emanate dall’Agenzia per il Terzo Settore.

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