“Argenti, Avori, Icone e Oggetti d’Arte Russa” del 12 novembre è il primo appuntamento delle aste autunnali, che prevedono anche, il 13 e 14 novembre, la vendita dedicata alla “Dimora sul Lungarno di un Gentiluomo fiorentino” con una interessante offerta di arredi, ceramiche, sculture ed oggetti d’Arte.

 

Nel catalogo degli argenti sono sicuramente da segnalare due centrotavola, il primo in argento con presentoire in metallo argentato e specchio al mercurio, realizzato a Londra nel 1856, orafo J.S. Hunt per Hunt and Roskell, decorato con  tralci di vite e da due putti in atteggiamento giocoso (lotto 204, stima 15.000 euro), il secondo realizzato a Londra nel 1873 da Elkington & Co con base circolare a quattro piedini, decorato al centro da uno specchio con cigni, fiori ed un fusto naturalistico (lotto 206, stima 15.000 – 20.000 euro).  Eseguita ispirandosi a candelabri del 1773 di John Carter su disegno di Robert Adam, un’elegante coppia di candelabri  ad anfora in argento realizzati nel 1873 dall’orafo R. Garrard  (lotto 210) ha una stima tra i 18.000 ed i 24.000 euro.

Tra gli “Oggetti d’Arte Russa” spiccano un tea cup holder a forma di drago in argento parzialmente dorato, modellato a Mosca dall’orafo A. Krivovichev tra il 1908 e il 1917 (lotto 350, stima 500 – 700 euro), ed un gruppo in argento di P. Dechtereva del 1887 raffigurante una scena equestre su una base decorata da medaglioni, uno dei quali con l’arma Romanov (lotto 357, stima 15.000 – 18.000 euro).

Per quanto riguarda le icone, segnaliamo, per l’arcaica eleganza, “La Resurrezione di Lazzaro” di scuola veneto-cretese del XVII secolo, firmata Emmanuel Tzanes (lotto 370, stima 2.000 – 3.000 euro, tempera sul tavola), il “Battesimo di Cristo” con riza in argento e smalti realizzata a Jaroslavi da M. Krivanogov (lotto 378, stima 1.500 – 2.500, tempera sul tavola), e la “Vergine di Tolga” con riza in argento dorato e niello, realizzata a Mosca nel 1810 dall’orafo I. Zairsev (lotto 392, stima 5.000 – 7.000 euro, tempera sul tavola). Infine, una delicata icona del 1890 circa, raffigurante “L’Angelo Custode” con cornice in argento dorato e smalti con custodia in legno dell’orafo moscovita S. Galkin (lotto 393) è stimata 7.000 – 8.000 euro.

La vendita del 13 – 14 novembre presenta anche, parte di una grande collezione fiorentina, un bell’insieme di ceramiche, collezionate con gusto sicuro e curioso: si tratta di una  di una vasta selezione di prodotti della manifattura di Doccia tra XVIII e XIX secolo, che si affianca ad esemplari di altre manifatture europee ed orientali, sempre  fra Settecento e Ottocento, e ad una bella selezione di ceramiche eclettiche della fine del XIX secolo (che comprende anche una pregevole scelta di opere bassanesi di maiolica policroma). Tra le opere più interessanti c’è certamente un raro vaso con coperchio in porcellana bianca, realizzato nella manifattura Ginori a Doccia intorno al 1745-1750:  una tipologia rara, ma ben nota agli studi, di bassorilievo istoriato, con la fascia centrale decorata con giochi di putti ed animali. E’ una opera emblematica della produzione del primo periodo della manifattura toscana, quello del fondatore Carlo Ginori (lotto 799, stima 800 – 1.200 euro). Interessante anche una coppia di grandi idrie ottocentesche, datate 1722 in maiolica bianca e blu ispirate a modelli settecenteschi e firmate da Agostino Ratti (lotto 901, stima 400 – 600 euro): e, databile al primo Rinascimento, un vaso in maiolica policroma di fornace faentina della metà del XVI secolo, decorato con busto di Bruto (lotto 914, stima 2.000 – 3.000 euro).

Di grande piacevolezza decorativa sono poi sedici piatti in terraglia della manifattura Giustiniani della metà del XIX secolo en suite e decorati “alla egiziana” (lotto 934, stima 2.000 – 3.000 euro), otto piatti con figure di vario soggetto in porcellana policroma del 1830 circa della manifattura Darte di Parigi (lotto 936, stima 3.000 – 4.000 euro), e una zuppiera in porcellana bianca e oro biansata e circolare con decoro a mazzetti di fiori, della manifattura Ginori a Doccia del 1800 circa (lotto 935, stima 800 – 1.300 euro).

Una specchiera neoclassica toscana della fine del XVIII secolo intagliata e dorata (lotto 635, stima 1.500 – 2.000 euro) è la premessa del ricco catalogo di Arredi, tra i quali si segnala anche un cassettone francese dell’ultimo quarto del Settecento impiallacciato in legni vari e piano in marmo in broccatello di Spagna (lotto 721, stima 2.000 – 3.000 euro), un surtout toscano del XIX secolo in scagliola dipinti con soggetti classici e paesaggi tra grottesche (lotto 755, stima 300 – 500 euro), una specchiera toscana intagliata e dorata del XVIII secolo a doppia cornice su piedi a ricciolo e sormontata da animali fantastici (lotto 774, stima 800 – 1.200 euro).  Di belle dimensioni ed assai decorativa è una coppia di candelabri in bronzo dorato del 1820-30 circa a quattro luci  (lotto 962, lotto 1.500 – 2.000): una console toscana in legno intagliato, scolpito e dorato con piano squadrato impiallacciato in diaspro di Sicilia (lotto 972, stima 10.000 – 12.000 euro).  Interessante un gruppo in bronzo in patina scura dell’inizio del XIX secolo raffigurante la “Fontana del Tritone” che reca sul fronte e sul retro lo stemma papale Barberini (lotto 1018, stima 1.500 – 1.800 euro), mentre una alzata centrotavola in bronzo dorato e patina verde del 1830 circa (lotto 1054, stima 2.400 – 2.800 euro) si impone per la bella qualità.

Citiamo infine, un piano in commesso di pietre dure policrome toscano del 1820 circa, riccamente decorato di motivi floreali, naturalistici e figure fantastiche (lotto 1136, stima 15.000 – 20.000 euro), ed ancora un cofanetto in legno e pastiglia ferrarese dell’inizio del XVI secolo, attribuito alla “Bottega dei temi morali e amorosi”, istoriato sui quattro lati e sul fronte raffigurante l’episodio di Diana e Atteone tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (lotto 1103): è stima in catalogo 5.000 – 6.000 euro.