di Redazione

Qualche anno fa si andava a Londra per visitare Frieze e nel tempo restante si organizzava un salto a Frieze Masters. Oggi succede esattamente il contrario. I collezionisti più abbienti e le migliori gallerie hanno spostato i loro interessi sulla manifestazione dedicata all’arte antica e moderna. I capolavori già consacrati dal mercato attirano il pubblico ormai stanco delle solite installazioni che si ripetono ossessivamente da oltre dieci anni. Difficile resistere alla consueta foto da White Cube al solito Damien Hirst in formaldeide, ma quello che resta in più da ricordare e portare a casa è davvero poco.

Hirst

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Frieze Masters si consacra ufficialmente come succursale di alto livello del Tefaf, e per quello che abbiamo recepito girando tra gli stand in questi giorni supera di misura anche la Biennale Des Antiquaires di Parigi (debole in questa edizione a causa degli scandali delle gallerie Kramer e Aaron). Quella che era nata come fiera costola della principale oggi è protagonista a livello di qualità e di fatturato. Espositori di peso massimo hanno portato in fiera capolavori assoluti: da Helly Nahmad hanno spiccato tre opere dell’ultimo anno di vita di Picasso, in vendita per oltre 150 milioni di sterline (ancora non si sa se è stato trovato un acquirente). La galleria fiorentina Moretti Fine Arts ha stretto una fruttuosa partnership con la londinese Hauser & Wirth, nello stand condiviso una straordinaria mescola di antico e contemporaneo hanno visto dialogare fondi oro rinascimentali con le sculture di Calder e le tele di Gerhard Richter. Da Robilant & Voena, forse il miglior stand italiano in fiera, nemmeno troppo nascosto tra gli alfieri degli anni ’60 italiani un Francis Bacon iconico e monumentale offerto a meno di dieci milioni di euro e stato opzionato il giorno dell’inaugurazione. Insomma passeggiando per i lussuosi booth di Frieze Masters il capolavoro è assicurato, al visitatore non resta che stropicciarsi gli occhi. Purtroppo il conveniente cambio sterlina euro, praticamente uno a uno, non è sufficiente per acquistare sotto prezzo. Il ricarico dei mercanti è spesso impegnativo e nonostante l’alta qualità garantita è molto complesso fare affari senza pagare profumatamente l’opera, le commissioni di chi la vende, e la location esclusiva.

Frieze Masters

Per quanto riguarda le vendite non si è registrato lo stesso ottimismo del 2015. Complice la Brexit, il pubblico britannico ha tirato il freno a mano, scomparsi i russi sono rimasti dunque solo i cinesi che però al momento prediligono l’acquisto immobiliare e in gioielli piuttosto che in arte. Ad ogni modo la liquidità sul mercato è ancora molta ed è plausibile che questo sia più da considerarsi un momento di fiacca piuttosto che un vero e proprio stop. Il nostro consiglio è quello di puntare l’attenzione sulle vendite nazionali di novembre, che consentono ottimi affari a prezzi contenuti, soprattutto in un momento in cui comprare diventa inevitabilmente conveniente. Quelli da monitorare sono i nomi in corso di rivalutazione da parte dei grandi galleristi. Emilio Scanavino è al momento in mostra da Voena nello spazio di Mayfair, i suoi prezzi sono ancora più che accettabili, potrebbe rivelarsi un secondo caso Paolo Scheggi.

Scanavino @Robilant Voena

Emilio Scanavino @ Robilant + Voena London