Per non sbagliare, impara dai migliori. Ne abbiamo già parlato sulle colonne di questo blog qualche settimana fa, ma la sua presenza, con uno stand davvero rigoroso al MiArt ci impone una riflessione.

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Gian Enzo Sperone (nella foto) ha partecipato ad una fiera italiana, per la prima volta a questa parte da molti anni, proponendo una raffinata selezione di opere dei Razionalisti italiani.
La notizia principale è il ritorno in patria di quello che probabilmente è il gallerista italiano più importante nel mondo, un signore che ha scritto pagine di storia dell’arte dagli anni ’60 in poi. È stato tra i primi a esporre gli artisti della Pop Art americana e a valorizzare gli esponenti dell’Arte Povera e della Minimal Art europei e americani.
Il corollario (che avvisa senza troppe esitazioni i collezionisti più colti) è il recupero dei cosiddetti ”cugini di Kandinsky  e Mondrian” italiani, i Razionalisti astratti. Artisti che non anno avuto la fortuna di tanti colleghi internazionali ma che hanno prodotto opere di altissimo livello qualitativo, oggi ancora disponibili sul mercato a cifre sostanzialmente contenute.

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La Galleria Sperone Westwater a New York

Il fatto che una personalità del calibro di Sperone abbia deciso di fare la prima mossa su questo movimento, con esposizioni in America per giunta, ci consente di posare la nostra attenzione su questi artisti con tranquillità e sereno interesse. In una parola: comprare.

Se volete raccogliere informazioni sulla storia e sull’attività di Sperone, questo è il sito della sua galleria.

Questa invece è una bella intervista rilasciata recentemente al Giornale dell’Arte.

I nomi principali del movimento invece sono Atanasio Soldati, Manlio Rho, Bruno Munari, Mauro Reggiani, Carla Badiali, Luigi Veronesi, Osvaldo Licini, Mario Radice, Alberto Magnelli.

Si tratta di artisti che in Italia hanno seguito in pittura le orme del movimento architettonico inaugurato da Giuseppe Terragni e Antonio Sant’Elia. La casa del Fascio a Como, la stazione di Santa Maria Novella a Firenze, la Torre Littoria di Torino, ma anche il Bauhaus e Le Corbusier, tutte declinazioni di uno stile che si è sviluppato nella prima metà del ‘900 anche in pittura, e anche in Italia. Gropius considerava artisti e architetti come artigiani e sosteneva che le loro creazioni dovessero essere pratiche e abbordabili. Lo stile caratteristico del Bauhaus era appunto semplice, geometrico e accurato.

Parliamo di opere mai decorative, da apprezzare con cognizione di causa storica e contemplazione lenta. Con una grande attenzione al rigore formale, alle forme, al colore.

Il fatto che il mercato le riprenda in mano solo oggi non tragga in inganno, si trattava di grandi artisti anche prima.

Nella prossima asta di Wannenes dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea, il 9 giugno a Milano, sarà presente anche questo lavoro di Mauro Reggiani. 

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Mauro Reggiani – Composizione n.3, 1954, 94 x 67 cm, Olio su tela